Prima di scegliere un proiettore LED, chiedi il file fotometrico IES o LDT della variante che verrà realmente fornita, insieme alla scheda tecnica e al codice dell’ottica. Un file riferito soltanto al nome della famiglia non basta per sapere se il calcolo rappresenta il prodotto in offerta. La verifica decisiva è collegare tre elementi: apparecchio proposto, dati importati e apparecchio indicato nella relazione di progetto.

File fotometrici IES e LDT: a cosa servono davvero
I file fotometrici permettono di trasferire al software di progettazione i dati della distribuzione luminosa dell’apparecchio. IES e LDT, chiamato anche EULUMDAT, sono formati utilizzati nella progettazione illuminotecnica. La documentazione ufficiale DIALux elenca entrambi tra i formati di apparecchi importabili. Il produttore di strumenti fotometrici Viso Systems descrive inoltre le differenze tra IES e LDT: i formati contengono informazioni in larga parte simili, ma non sono identici.
Per il cliente il punto pratico è semplice: il file serve a valutare come un determinato apparecchio distribuisce la luce nel modello del progetto. Il nome commerciale e i watt, da soli, non consentono questa verifica. La nostra pagina sui proiettori industriali LED aiuta a inquadrare la scelta del prodotto; qui vediamo quali documenti richiedere perché quella scelta possa essere controllata.
Fotometria, scheda tecnica e rendering: tre documenti diversi
Quando chiedi un preventivo, evita di considerare intercambiabili un PDF commerciale, un’immagine della curva e il file destinato al calcolo. Ognuno risponde a una domanda differente.
- File IES o LDT
- Fornisce i dati fotometrici da importare e interpretare nel software. Deve essere riconducibile alla configurazione utilizzata nel progetto.
- Scheda tecnica
- Identifica caratteristiche e varianti del prodotto. Serve per confrontare quanto richiesto, quanto simulato e quanto offerto; integra le informazioni che il file fotometrico non riporta o non chiarisce.
- Relazione di calcolo
- Descrive il modello, le ipotesi, le superfici di verifica e i risultati. È il documento da esaminare per capire come si è arrivati alla disposizione proposta.
- Rendering
- Mostra una rappresentazione visiva dell’ambiente. È utile per discutere il progetto, ma non sostituisce la relazione e le sue verifiche numeriche.
La presenza di un file importabile non equivale, da sola, a una certificazione del prodotto o alla conformità dell’intero impianto. Chiedi separatamente la documentazione pertinente e fai valutare al progettista quali verifiche siano necessarie per l’applicazione.
La checklist da usare prima del calcolo illuminotecnico
Questa è una procedura pratica di controllo documentale, non un elenco di campi obbligatori presente in ogni formato. Se un dato non è nel file, occorre poterlo ricostruire dalla documentazione del produttore.
- Codice completo dell’apparecchio. Annota modello, variante e revisione. Una sigla abbreviata può essere insufficiente per distinguere prodotti della stessa famiglia.
- Codice dell’ottica. Verifica la corrispondenza con l’offerta. Una descrizione generica come “fascio ampio” non identifica necessariamente una sola distribuzione.
- Configurazione di alimentazione. Chiedi a quale configurazione si riferiscono i dati e come si collega alla potenza dichiarata nella scheda.
- Flusso luminoso di riferimento. Fai verificare dal tecnico che il software interpreti correttamente i dati del file e gli eventuali fattori di scala. Un numero diverso da quello atteso richiede chiarimenti, non una correzione arbitraria.
- Variante cromatica. Chiedi conferma dell’abbinamento alla temperatura di colore e alla resa cromatica proposte. Non presumere che tutte queste informazioni siano contenute nel file.
- Provenienza e revisione della fotometria. Conserva il file originale ricevuto, la data di consegna e il riferimento tecnico che ne conferma l’applicabilità.
- Accessori e orientamento. Segnala schermi, vetri, lenti o altri componenti della configurazione. Chiedi se incidono sulla fotometria fornita e come deve essere orientato l’apparecchio nel modello.
Se il file si chiama semplicemente “proiettore.ies”, non significa automaticamente che sia sbagliato: significa che il nome non basta a identificarlo. La corrispondenza deve risultare da altri dati o da una conferma del produttore.
Un esempio ipotetico: stesso modello, ottica diversa
Esempio esclusivamente ipotetico, non riferito a un nostro caso realizzato. Un’azienda riceve un’offerta per un proiettore nella configurazione A. Il progettista dispone però della fotometria della configurazione B, appartenente alla stessa famiglia ma con un’ottica differente. Il nome del prodotto sembra corretto e la potenza dichiarata è la stessa: il disallineamento rischia quindi di passare inosservato.
Prima di concludere il progetto, occorre ottenere la fotometria della configurazione A oppure una conferma documentata della sua equivalenza fotometrica. Se il dato cambia, il tecnico ripete il calcolo e valuta le conseguenze sulla disposizione e sui risultati. Non è corretto trasferire automaticamente il risultato della configurazione B alla A.
Per comprendere perché la distribuzione conti, puoi leggere l’approfondimento sull’importanza delle ottiche in una lampada LED. Il controllo documentale trattato qui viene prima della scelta finale: evita che un’ottica studiata nel progetto venga sostituita, nell’ordine, da una variante diversa senza nuova verifica.
Come richiedere la fotometria del prodotto che ti interessa
Puoi partire dall’area Download fotometriche e brochure LED. Quando un documento non identifica chiaramente la variante, invia al servizio tecnico il riferimento della scheda o dell’offerta. Per esempio, se stai valutando il proiettore industriale Vega 240, usa il suo nome come punto di partenza, poi specifica la configurazione proposta: il collegamento alla scheda prodotto non sostituisce la conferma del file corretto.
Ecco un testo utilizzabile nella richiesta:
Vorrei ricevere il file fotometrico IES o LDT relativo all’apparecchio e all’ottica indicati nella vostra offerta. Potete confermare il codice della variante, il flusso di riferimento, la configurazione di alimentazione e la corrispondenza con la temperatura di colore proposta? Allego la scheda e il riferimento dell’offerta, così da usare gli stessi dati nel progetto e nell’ordine.
Per avviare anche lo studio, aggiungi planimetria, dimensioni, altezze disponibili, punti di montaggio, ostacoli e attività da svolgere. “Proiettore industriale” descrive una categoria di prodotto: l’applicazione può essere un reparto, un piazzale o un’altra area, e va specificata senza darla per scontata.
Cosa fare se il file non si importa o i dati non coincidono
Il software non apre il file
Conserva l’originale e annota il messaggio di errore. Verifica che si tratti del file fotometrico effettivo e non di un archivio ancora da estrarre. La documentazione DIALux conferma il supporto dei formati, ma questo non garantisce che ogni file sia valido né che tutte le funzionalità siano comprese nella licenza utilizzata. Le FAQ ufficiali DIALux distinguono anche le condizioni di utilizzo dei prodotti dei produttori membri e non membri: verifica le condizioni correnti prima di attribuire il problema al file.
Il file si apre, ma nome o valori sembrano diversi
Invia al fornitore la schermata dei dati importati e chiedi un chiarimento sulla corrispondenza. Non rinominare un file di un’altra variante per farlo sembrare corretto e non modificare i dati per raggiungere un risultato desiderato. Qualsiasi adattamento tecnico deve avere una motivazione verificabile e risultare nella relazione.
Dal file all’ordine: il controllo finale
Prima dell’acquisto, confronta l’elenco apparecchi della relazione con quello dell’offerta. Controlla codici, ottiche, quantità e accessori; fai riportare anche le indicazioni di montaggio necessarie a riprodurre la disposizione studiata. Se interviene una sostituzione, chiedi che sia valutata prima della conferma dell’ordine.
Archivia insieme file originali, schede, relazione e revisione dell’offerta. Questo rende più semplice capire quali dati sono stati utilizzati e gestire successivi ampliamenti o sostituzioni. La domanda conclusiva da porre è: “Il prodotto che sto ordinando è quello rappresentato nel calcolo?”
Domande frequenti sui file fotometrici dei proiettori
Dove si trovano i file IES e LDT dei proiettori?
Nell’area download del produttore o su richiesta al servizio tecnico. Indica sempre il codice completo dell’apparecchio e dell’ottica, allegando l’offerta o la scheda tecnica da verificare.
Un file IES è migliore di un file LDT?
La sola estensione non stabilisce la qualità del dato. Conta la provenienza, la corrispondenza con la variante proposta e la corretta interpretazione nel software utilizzato.
Posso usare il file di un proiettore con gli stessi watt?
Non basta che la potenza sia uguale. Se modello, ottica o configurazione non corrispondono, il file non va assunto come rappresentativo del prodotto da installare senza conferma tecnica del produttore.
Il file fotometrico indica quanti proiettori servono?
Non da solo. È un dato di ingresso del calcolo: quantità e posizioni dipendono anche dalla geometria, dalle superfici da illuminare, dagli ostacoli e dagli obiettivi del progetto.
Il rendering dimostra che l’impianto rispetta i requisiti?
No. Il rendering aiuta a visualizzare la proposta; la verifica richiede i risultati numerici del calcolo, le condizioni adottate e i criteri applicabili al caso concreto.
Hai un proiettore da valutare per il tuo progetto?
Invia a Illuminazione Led Industriale il riferimento del prodotto, l’offerta disponibile e i dati dell’area da illuminare. Potremo verificare quali informazioni servono per collegare correttamente la scelta del proiettore allo studio illuminotecnico.
Richiedi una valutazione del proiettore e dei dati di progetto.
Riferimenti tecnici consultati il 1° novembre 2026: documentazione di importazione e FAQ DIALux; spiegazione dei formati fotometrici di Viso Systems, collegate nei paragrafi pertinenti.