Un ambiente può avere abbastanza lux e risultare comunque fastidioso. L’UGR aiuta a valutare il rischio di abbagliamento molesto provocato dall’impianto.
Che cos’è l’UGR?
L’UGR è un metodo sviluppato per valutare in modo uniforme l’abbagliamento molesto negli ambienti interni. Non misura quanta luce arriva sul piano di lavoro: quello è il compito dell’illuminamento, espresso in lux. L’UGR considera invece quanto gli apparecchi luminosi possono disturbare la visione delle persone presenti.
L’indice mette in relazione la luminanza delle sorgenti visibili, la loro dimensione apparente, la posizione rispetto allo sguardo e la luminanza di fondo del locale. Per questo due impianti con gli stessi apparecchi possono produrre risultati differenti.
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Come si interpreta il valore UGR?
La scala normalmente utilizzata procede per classi: 10, 13, 16, 19, 22, 25 e 28. Una differenza di tre punti rappresenta una variazione percepibile del livello di abbagliamento. Il valore limite va scelto in funzione dell’attività visiva e della destinazione del locale.
| Valore indicativo | Interpretazione pratica | Esempi da verificare nel progetto |
|---|---|---|
| UGR ≤ 16 | Controllo molto rigoroso | Attività visive particolarmente impegnative |
| UGR ≤ 19 | Comfort elevato | Uffici, postazioni con videoterminali, aule |
| UGR ≤ 22 | Controllo intermedio | Alcune aree industriali e di servizio |
| UGR ≤ 25–28 | Tolleranza maggiore | Aree di passaggio o attività meno critiche |
Perché “apparecchio UGR 19” può essere una semplificazione
Un produttore può fornire tabelle UGR o indicare che un apparecchio è idoneo a progetti con UGR inferiore a 19 in condizioni definite. Ma l’UGR finale appartiene alla configurazione dell’impianto, non all’apparecchio isolato. Dimensioni del locale, riflettanze di pareti e soffitto, altezza di installazione, interassi, orientamento e posizione dell’osservatore cambiano il risultato.
Per questo scegliere una plafoniera dichiarata “UGR<19” non sostituisce un calcolo illuminotecnico. Occorre utilizzare il file fotometrico dell’apparecchio e simulare l’ambiente reale.
Cosa provoca l’abbagliamento?
- superfici luminose molto intense nel campo visivo;
- ottiche non adatte all’altezza o alla geometria del locale;
- apparecchi posizionati nella direzione abituale dello sguardo;
- contrasto eccessivo tra sorgente e sfondo;
- schermature insufficienti o diffusori troppo brillanti;
- riflessi su monitor, piani lucidi e superfici metalliche.
Come ridurre l’UGR nel progetto
Il controllo dell’abbagliamento nasce da un insieme di scelte: ottiche con emissione controllata, diffusori e griglie adeguati, corretta disposizione degli apparecchi, luminanze equilibrate e buone riflettanze delle superfici. Anche la quantità di apparecchi e il rapporto tra luce diretta e indiretta possono incidere sul comfort.
Negli uffici non basta raggiungere 500 lux sulla scrivania. Bisogna controllare uniformità, riflessi sui monitor, resa cromatica, temperatura di colore, sfarfallio e UGR. La qualità di un impianto è il risultato dell’equilibrio fra tutti questi parametri.
Slideshow: UGR spiegato in sei immagini






Domande frequenti sull’UGR
Che cosa significa UGR?
Significa Unified Glare Rating, cioè indice unificato di abbagliamento.
Più basso è l’UGR, meglio è?
In generale sì, ma il limite corretto dipende dall’attività e dall’ambiente.
UGR 19 è obbligatorio in tutti gli uffici?
È un riferimento molto diffuso, ma il requisito va verificato per la specifica attività secondo la norma applicabile.
Il valore UGR è scritto sulla lampada?
Le schede possono riportare tabelle o condizioni di riferimento, ma il valore dell’impianto deve essere calcolato nel locale reale.
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Fabio Locorotondo progetta soluzioni LED professionali valutando lux, uniformità, UGR, ottiche, consumi e qualità della luce.
Autore: Fabio Locorotondo, progettista e consulente specializzato in illuminazione LED professionale.